#BringBackOurGirls

#bringbackourgirls

Una cupa prigione è oggi la Nigeria per le giovani ragazze rapite da belve umane.
Una cupa prigione come quella descritta da Ken Saro-Wiwa, scrittore e poeta nigeriano che ha pagato con la vita il suo incessante impegno per la libertà.
Le sbarre delle prigioni sono fatte di ferro e indifferenza. La nostra.
La vera prigione è quella che abitiamo ogni giorno.
#bringbackourgirls dobbiamo dirlo a tutti.

LA VERA PRIGIONE
Non è il tetto che perde
Non sono nemmeno le zanzare che ronzano
Nella umida, misera cella.
Non è il rumore metallico della chiave
Mentre il secondino ti chiude dentro.
Non sono le meschine razioni
Insufficienti per uomo o bestia
Neanche il nulla del giorno
Che sprofonda nel vuoto della notte
Non è
Non è
Non è.
Sono le bugie che ti hanno martellato
Le orecchie per un’intera generazione
È il poliziotto che corre all’impazzata in un raptus omicida
Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari
In cambio di un misero pasto al giorno.
Il magistrato che scrive sul suo libro
La punizione, lei lo sa, è ingiusta
La decrepitezza morale
L’inettitudine mentale
Che concede alla dittatura una falsa legittimazione
La vigliaccheria travestita da obbedienza
In agguato nelle nostre anime denigrate
È la paura di calzoni inumiditi
Non osiamo eliminare la nostra urina
È questo
È questo
È questo
Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero
In una cupa prigione.
Ken Saro-Wiwa